Vinitaly 2026, bilancio positivo per il Trentino: 57 aziende e B2B con buyer italiani e stranieri

Si è chiuso domenica 15 aprile il sipario su Vinitaly 2026 con un bilancio positivo per il Trentino del vino: presenza autorevole, racconto coerente e un territorio capace di emozionare. Dal 12 al 15 aprile, il Padiglione 3 di Veronafiere ha ospitato il cuore di un sistema che ha presentato in modo unitario vini, gastronomia e paesaggi, puntando su relazioni mirate con i mercati.
Il Consorzio Vini del Trentino, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e di Trentino Marketing, ha animato un’area istituzionale concepita come spazio di racconto e scambio.
Accanto al Consorzio, protagonisti dell’esperienza sono stati l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, l’Istituto Trento Doc, la Fondazione Edmund Mach e tre percorsi del gusto del territorio: la Strada della Mela e dei Sapori delle Valli di Non e di Sole, la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino e la Strada dei Formaggi delle Dolomiti, che hanno coordinato e ospitato i buyer per gli incontri B2B.
In totale 57 aziende trentine hanno partecipato alla fiera: 38 concentrate nel Padiglione 3 e altre 19 distribuite negli altri padiglioni. Oltre ai numeri, a distinguere la presenza trentina è stata la proposta integrata: ai banchi d’assaggio, il racconto dei vini si è intrecciato con prodotti tipici e itinerari del territorio.
Le degustazioni hanno spaziato dalla struttura identitaria del Teroldego Rotaliano all’eleganza del Marzemino, dalla freschezza del Müller Thurgau e della Nosiola fino alla verticalità dello spumante Trentodoc.
In abbinamento, formaggi di malga, salumi alpini, specialità ittiche, pane e grissini artigianali, olio extravergine del Garda Trentino, mieli e mele selezionati dalle Strade del Vino e dei Sapori hanno anticipato un itinerario enogastronomico replicabile sui territori.
L’Istituto Tutela Grappa del Trentino ha presentato un volto rinnovato del distillato di bandiera: accanto alla mescita tradizionale, cocktail e miscelati a base di grappa, con abbinamenti agrumati ed erbacei, hanno intercettato i gusti di una nuova generazione senza rinunciare all’anima del prodotto.
La Fondazione Edmund Mach ha portato in fiera la propria vocazione alla ricerca e all’innovazione enologica e agronomica, sottolineando il legame tra sapere scientifico e qualità. Sul fronte commerciale, uno dei tratti qualificanti è stato il programma di incontri B2B organizzato in collaborazione con Vinitaly International.
Per tutti e quattro i giorni, le tre Strade del Vino e dei Sapori hanno ospitato sei sessioni mattutine con buyer italiani e sei sessioni pomeridiane con operatori stranieri, un’agenda serrata che ha generato contatti concreti e ha aperto nuove prospettive commerciali ed enoturistiche.
Le testimonianze dei buyer hanno confermato l’apprezzamento per il format: la sommelier WSET di terzo livello Natasha Phillips, titolare dell’agenzia CBT Luxury Edition di Vancouver, ha definito l’organizzazione B2B “eccellente, senza eguali”.
Secondo gli organizzatori, l’intreccio tra identità dei vini, filiere del gusto e incontri mirati offre una base di lavoro per trasformare l’interesse raccolto in opportunità sui mercati e nei percorsi di enoturismo, coinvolgendo gli stessi produttori e territori presentati in degustazione.
