Usa-Iran, negoziati a Islamabad tra tensioni su Hormuz. Trump: "Avviata la bonifica dello Stretto"

Ore decisive a Islamabad: oggi, sabato 11 aprile, Stati Uniti e Iran sono impegnati in colloqui nella capitale pakistana per cercare di stabilizzare la fragile tregua e trasformarla in un’intesa più duratura. A segnare la giornata è arrivato l’annuncio a sorpresa di Donald Trump: “Stiamo iniziando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz”.
Sul mare, intanto, si moltiplicano le tensioni. Per la prima volta dall’inizio della guerra, navi americane hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da est a ovest verso il Mar Arabico e poi sono rientrate nel Golfo Persico passando nuovamente dallo Stretto. Si tratterebbe di due cacciatorpediniere, un movimento che il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha confermato.
I media iraniani, però, hanno negato l’attraversamento, riferendo di un episodio in cui una nave sarebbe tornata indietro dopo che le forze di Teheran avevano minacciato un attacco entro 30 minuti. Proprio sul controllo di Hormuz, secondo fonti iraniane, i colloqui si sarebbero arenati, tra “richieste eccessive” attribuite a Washington.
Sul fronte diplomatico, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, secondo quanto riferito dall’ufficio del premier.
La delegazione iraniana ha già trasmesso a Sharif le proprie proposte e le “linee rosse” ritenute non negoziabili: mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, pieno risarcimento per i danni di guerra, sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuoco “duraturo e concreto” in tutta la regione.
“L’Iran entra nei negoziati con gli Stati Uniti in una condizione di completa sfiducia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Secondo i media iraniani, i colloqui tra le due delegazioni non andranno oltre la giornata odierna; contatti indiretti si sono già svolti, precisano le stesse fonti.
Resta aperto il nodo dello Stretto di Hormuz, indicato come uno dei principali ostacoli sulla strada di un accordo che ambisce a consolidare la tregua.
