Ungheria, Magyar verso la premiership con super maggioranza. Il Cremlino: "Niente congratulazioni, Paese non amico"

Peter Magyar, leader filo-europeo di Tisza, ha vinto le elezioni legislative in Ungheria con una maggioranza dei due terzi, mettendo fine a 16 anni di governo di Viktor Orbán e aprendo una nuova fase per Budapest e per gli equilibri europei.
In Europa prevale la soddisfazione, mentre da Mosca arrivano toni duri: il Cremlino ha fatto sapere che non invierà congratulazioni al premier in pectore e considera l’Ungheria un “Paese non amico” per il sostegno alle sanzioni contro la Russia.
Nel suo primo incontro con la stampa dopo il voto, Magyar ha interrotto la conferenza dopo aver ricevuto un biglietto in cui si denunciava che l’ex ministro degli Esteri Péter Szijjártó starebbe “distruggendo documenti relativi alle sanzioni” contro la Russia.
“Questo non li aiuterà, ma serve a darvi un’idea della situazione in Ungheria”, ha detto, paragonando il clima ai “tempi del comunismo”. Ha promesso di recuperare “tutti i documenti che non sono stati distrutti” e di cercare di renderli pubblici. Tra le prime misure, ha annunciato un’azione “anti-corruzione”, con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio tra i poteri e lo Stato di diritto, insistendo sulla necessità di trasparenza.
Magyar ha anche affermato che l’Ungheria non interferirà negli affari interni di altri Paesi e chiederà lo stesso rispetto per Budapest. “La nostra storia non si scrive a Bruxelles o a Washington, ma nelle strade e nelle piazze ungheresi”, ha affermato. A proposito dell’ex premier, ha osservato: “Viktor Orbán ha giocato una partita di scacchi a cinque dimensioni, e questo è stato probabilmente uno dei motivi della sua sconfitta.
Ha parlato di tutto: Ucraina, Russia, Iran, lo scià iraniano, l’ayatollah iraniano, le elezioni presidenziali statunitensi.” Dalla Russia, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha ribadito che non saranno inviate congratulazioni: “Non inviamo congratulazioni ai Paesi ostili.
E l’Ungheria è un Paese ostile, sostiene le sanzioni contro di noi”, ha dichiarato in un’intervista a Life rilanciata dall’agenzia Tass. Peskov ha auspicato “relazioni pragmatiche” con la nuova leadership e ha sostenuto che l’esito del voto non influenzerà la situazione in Ucraina.
A proposito dei rapporti con Orbán, ha precisato che non si è trattato di “un’amicizia”, ma di un “dialogo”. Da Mosca sono arrivati anche messaggi secondo cui la vittoria di Magyar “non farà che accelerare il collasso dell’UE”. Sul fronte europeo, Magyar ha riferito di aver parlato con diversi leader dell’Unione e con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.
Ha annunciato che proseguiranno i negoziati per sbloccare i fondi europei congelati nel contenzioso tra Bruxelles e il governo Orbán sullo Stato di diritto. “L’Ungheria appartiene all’Europa”, ha evidenziato.
La transizione politica a Budapest si annuncia rapida e densa di dossier: dalle indagini anti-corruzione promesse da Magyar, alla gestione dei rapporti con Bruxelles sui fondi congelati, fino all’assetto dei rapporti con Mosca, dopo la netta presa di posizione del Cremlino.
