Tregua di Pasqua ortodossa, Kiev denuncia 2.299 violazioni russe; Mosca controaccusa 1.971 violazioni ucraine

La tregua per la Pasqua ortodossa annunciata dalla Russia è rapidamente finita nel mirino delle accuse incrociate. Kiev ha dichiarato che le forze russe hanno violato il cessate il fuoco 2.299 volte da quando è entrato in vigore dalle 16 di ieri, mentre il ministero della Difesa russo sostiene che le violazioni registrate siano 1.971 e imputabili a unità delle forze armate ucraine.
In una nota, lo Stato maggiore ucraino aveva parlato di almeno 469 episodi di mancato rispetto della tregua da parte russa, tra cui 153 bombardamenti e circa 300 attacchi con droni. Le autorità militari locali, citate dal Kiev Independent, hanno inoltre riferito che tre operatori sanitari sono rimasti feriti in un raid con drone a Hlukhiv, nell’oblast di Sumy, vicino al confine con la Russia.
Da Mosca, la versione è speculare: il ministero della Difesa ha affermato che complessivamente 1.971 violazioni del cessate il fuoco sarebbero attribuibili alle forze ucraine. Entrambe le parti si accusano dunque a vicenda di aver infranto la tregua legata alle celebrazioni religiose.
L’episodio si inserisce in un contesto in cui ogni cessazione temporanea delle ostilità è fragile e contesa. Resta centrale la disputa sulle responsabilità delle presunte violazioni, mentre le autorità militari dei due Paesi continuano a diffondere dati contrastanti sulla tenuta del cessate il fuoco durante la Pasqua ortodossa.
