Tregua di 10 giorni tra Israele e Libano in vigore: mediazione USA, prime denunce di violazioni

È scattata a mezzanotte, ora locale, una tregua di 10 giorni tra Israele e Libano, frutto della mediazione statunitense e annunciata dal presidente Donald Trump. Il cessate il fuoco, già operativo, apre uno spazio negoziale per un possibile accordo più ampio, ma sul terreno restano tensioni: Israele non prevede ritiri immediati e Hezbollah contesta la presenza delle truppe.
Nella notte, l’esercito libanese ha denunciato «diversi attacchi israeliani» e «bombardamenti intermittenti» che avrebbero colpito una serie di villaggi nel sud, definendoli «violazioni dell’accordo». Le forze armate hanno invitato la popolazione a non rientrare nelle località meridionali, segnalando persistenti rischi per i civili.
Dal fronte diplomatico, il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso sostegno al cessate il fuoco, avvertendo però che potrebbe essere «indebolito» dalla prosecuzione delle operazioni militari. Ha chiesto di garantire la sicurezza dei civili su entrambe le sponde del confine e ha ribadito che «Hezbollah deve deporre le armi» mentre «Israele deve rispettare la sovranità libanese e porre fine alla guerra».
Washington punta a stabilizzare il fronte libanese anche per riaprire il dialogo con l’Iran, ma dal Pentagono arrivano segnali di prudenza: il Dipartimento della Difesa ha avvertito di essere pronto a riprendere le operazioni militari se necessario. Trump, intervenendo sul suo social, ha detto di «sperare che Hezbollah si comporti bene durante questo importante periodo di tempo».
Parlando alla stampa, ha inoltre affermato che Stati Uniti e Iran sono «molto vicini» a un’intesa e che Teheran sarebbe disposta «a liberarsi del proprio uranio arricchito», aggiungendo che prenderebbe in considerazione un viaggio in Pakistan, indicato come mediatore, qualora l’accordo si concretizzasse.
Secondo il presidente, ci sono «ottime possibilità» di successo; ha anche sostenuto che Teheran avrebbe accettato di restituire ciò che definisce «polvere nucleare», senza fornire ulteriori dettagli.
Sul versante politico interno americano, la Cnn riferisce, citando alcune fonti, che Trump sta seguendo da vicino i progressi del suo vice JD Vance sul dossier iraniano e avrebbe chiesto a amici e consiglieri di paragonarne la performance a quella del segretario di Stato Marco Rubio.
La tregua offre dunque una finestra per il negoziato, ma il suo esito dipenderà dal rispetto degli impegni sul terreno. Nelle prossime ore i mediatori valuteranno eventuali violazioni e la possibilità di estendere il cessate il fuoco verso un’intesa più ampia, mentre gli Stati Uniti e le capitali europee monitorano gli sviluppi.
