Start-up e high-tech in Italia in accelerazione: ricavi verso 15 mld, occupazione giovanile oltre il 15% in molte regioni

L’Italia spinge sull’innovazione: il comparto high-tech e delle start-up cresce a ritmo sostenuto, con ricavi aggregati prossimi ai 15 miliardi di euro e un contributo ormai vicino all’1% del Pil nazionale. La spinta si traduce anche in nuovi posti di lavoro, con un’incidenza sull’occupazione giovanile che supera il 15% in molte regioni.
Dopo la riorganizzazione post-pandemica, il settore ha ritrovato slancio. In pochi anni la presenza di nuove aziende tech si è raddoppiata, segno di una fiducia crescente nell’innovazione digitale.
Il biennio 2025-2026 segna un’accelerazione: secondo la Relazione parlamentare annuale sulle start-up innovative (MIMIT, 2025), negli ultimi dodici mesi si sono contate oltre 13.000 start-up registrate, con un aumento di oltre il 20% rispetto al 2019.
Pur a fronte di una lieve flessione del numero assoluto di nuove imprese nell’ultimo anno, il valore medio della produzione per singola realtà è salito del 5,6%, indicando la maturazione di un ecosistema che privilegia la solidità alla quantità. La crescita occupazionale è trainata da profili ad alta specializzazione — ingegneri, informatici, biotecnologi, data scientist — e si distribuisce lungo tutto il Paese.
La Lombardia si conferma l’hub principale, seguita da Lazio e Campania, mentre poli come Torino, Bologna, Napoli e Palermo consolidano il proprio ruolo con specificità settoriali e modelli di open innovation. La rete di atenei, laboratori e incubatori sostiene il ricambio, spesso attraverso spin-off accademici che stanno attirando attenzione a livello internazionale.
Non mancano storie emblematiche. Ipazia, realtà milanese con un team di ricercatori di livello internazionale, compete con i grandi player nello sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale per le imprese. Casavo ha reingegnerizzato il mercato immobiliare grazie ad algoritmi proprietari di valutazione istantanea.
Serenis e 1000Farmacie hanno contribuito a digitalizzare ambiti tradizionali come il benessere psicologico e la distribuzione farmaceutica. A sostegno della crescita c’è un ecosistema finanziario in evoluzione: negli ultimi anni il volume delle operazioni di investimento è aumentato; nel 2025 è salito del 14% secondo StartupItalia.
La fiducia negli ecosistemi locali e le nuove sinergie tra pubblico e privato delineano un panorama più aperto e inclusivo. Le prospettive tratteggiate per il 2025-2026 puntano su qualità e scalabilità, con un settore che continua a crescere tra opportunità di investimento e sfide del futuro tecnologico.
