Schlein sull’Iran: prima la pace e un mandato multilaterale, poi l’eventuale impiego di forze italiane

Prima la pace, poi qualsiasi decisione sull’eventuale impiego di forze italiane. È il messaggio lanciato da Elly Schlein dal “Global progressive mobilisation” di Barcellona, dove la segretaria del Pd ha chiesto al governo di definire una “cornice chiara” sul dossier Iran e di ottenere un mandato multilaterale prima di procedere.
“Ad ora la cornice non è minimamente chiara e manca la precondizione che è un accordo di pace. Non basta la tregua, che peraltro è molto fragile”, ha affermato Schlein, aggiungendo che “serve un chiaro mandato multilaterale, che in questo momento non c’è”. “Quindi il governo chiarisca che cosa ha in testa prima di fare gli annunci”, ha insistito.
Le parole della segretaria dem arrivano nel commentare la disponibilità espressa venerdì dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla riunione dei cosiddetti “Volenterosi”. “Non è la prima volta che partecipa a questa riunione”, ha osservato Schlein. “Il punto è ciò che porta a casa.
Dal vertice di ieri mi pare che non sia uscita né una cornice chiara, né un accordo chiaro. Quindi vedremo e valuteremo”. Nel suo intervento a Barcellona, Schlein ha allargato lo sguardo alle prossime sfide politiche, evocando “un’internazionale dei nazionalisti” e invitando le forze progressiste a mostrarsi unite attorno a un programma comune.
“Un altro mondo è possibile, non basato sulla legge del più forte e del più ricco”, ha detto, rivendicando risultati “alle regionali e al referendum” e precisando che il Pd non inseguirà l’agenda degli avversari. La priorità, ha concluso, è imporre “la nostra agenda” su giustizia sociale, giustizia climatica, democrazia e pace, per convincere anche chi oggi non vota.
