OpenAI ha chiuso un round di finanziamento da 122 miliardi di dollari

I nuovi investimenti portano la valutazione post-money di OpenAI a 852 miliardi. L’iniezione di denaro precede il debutto in borsa dell'azienda, previsto nella seconda metà del 2026 OpenAI, l'organizzazione con sede a San Francisco che ha creato ChatGpt, ha annunciato la chiusura di un round di finanziamento da 122 miliardi di dollari, una cifra sensibilmente superiore ai 110 miliardi previsti.
Il nuovo flusso di denaro fissa la valutazione post-money della società a 852 miliardi di dollari. In termini finanziari, la valutazione post-money rappresenta il valore complessivo stimato di un'azienda dopo che l'ultimo capitale investito è stato versato nelle sue casse.
Con questo balzo, l’azienda guidata da Sam Altman si posiziona ormai a ridosso dei giganti storici di Wall Street. L'operazione è stata guidata dal gruppo giapponese SoftBank e dalla società di venture capital Andreessen Horowitz, nota nel settore come a16z. Accanto ai leader del round compaiono nomi di peso sistemico come Amazon, Nvidia e Microsoft, oltre a investitori istituzionali del calibro di BlackRock e Fidelity.
L'afflusso di liquidità servirà a sostenere i costi esorbitanti necessari per addestrare i modelli di nuova generazione e per costruire data center proprietari. La partecipazione di Nvidia e Amazon sottolinea - ancora una volta - come il futuro di OpenAI sia strettamente legato alla capacità di garantirsi hardware specializzato e infrastrutture cloud.
Un aspetto insolito e rilevante di questa raccolta fondi riguarda l'apertura al mercato dei piccoli risparmiatori. OpenAI ha infatti raccolto circa 3 miliardi di dollari da singoli individui attraverso canali bancari e l’inclusione in fondi indicizzati gestiti da ARK Invest.
“Attualmente generiamo 2 miliardi di dollari di fatturato al mese - ha scritto l’azienda sul suo blog ufficiale, annunciando il round di finanziamento -. In questa fase, stiamo crescendo quattro volte più velocemente rispetto alle aziende che hanno definito le ere di Internet e del mobile, tra cui Alphabet e Meta”.
Particolarmente significativa è la crescita del segmento enterprise, ovvero i servizi venduti direttamente alle grandi imprese, che oggi rappresenta il 40% del fatturato totale. La società prevede che questo settore raggiungerà la parità con i ricavi derivanti dagli abbonamenti dei consumatori entro la fine del 2026.
Nonostante l'imponente afflusso di denaro, OpenAI continua a operare in perdita, un segnale della complessità della sfida industriale in corso. La chiusura dell'applicazione video Sora e altre recenti misure di contenimento dei costi suggeriscono tuttavia un nuovo rigore gestionale, necessario per rassicurare gli investitori in vista dello sbarco sui mercati azionari previsto per la seconda metà dell'anno.
