Mostre da non perdere a maggio 2026: Venezia, Firenze, Roma e Torino in primo piano

Dalla scultura performativa alla fotografia, dal design d’epoca al grande cinema: maggio 2026 apre una stagione fitta di appuntamenti in tutta Italia, con mostre che attraversano linguaggi e generazioni e riportano al centro figure chiave della creatività del Novecento e del presente.
A Venezia, dal 6 maggio al 22 novembre 2026, il Museo Fortuny ospita ERWIN WURM. DREAMERS, un’ampia monografica dedicata a uno dei protagonisti della scena contemporanea. Tra One Minute Sculptures e nuove installazioni concepite in dialogo con le sale di Palazzo Pesaro degli Orfei, Wurm mette in corto circuito corpo e oggetto, presenza e assenza, leggerezza e gravità.
Abiti, oggetti comuni e gesti quotidiani diventano materiali scultorei temporanei, mentre l’allestimento trasforma il museo in un organismo vivo. Tra umorismo e riflessione, la mostra interroga la fragilità dell’identità contemporanea e ciò che resta quando la forma si dissolve.
A Firenze, Palazzo Medici Riccardi propone fino al 25 agosto 2026 Atmosfere degli anni Venti, un viaggio nel decennio in cui la città fu laboratorio delle arti decorative, del design e della moda italiana.
Curata da Lucia Mannini con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, riunisce ceramiche, abiti, arredi, gioielli, tessuti, fotografie e manifesti per raccontare il dialogo tra tradizione artigianale e modernità internazionale: dal contributo di Gio Ponti per Richard-Ginori alle ceramiche di Galileo Chini, dalle invenzioni di Thayaht alle prime produzioni di Ferragamo e Gucci.
A Roma, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita fino al 23 agosto 2026 Max Peiffer Watenphul. Pittore del Bauhaus. Curata da Gregor H. Lersch con il sostegno del Bauhaus-Archiv di Berlino, la rassegna ripercorre l’intera carriera dell’artista tedesco, in dialogo con maestri come Klee, Kandinsky e Itten.
In mostra 80 opere tra dipinti, acquerelli, fotografie, arazzi e documenti inediti delineano un percorso che fonde rigore modernista e sensibilità lirica, dalle prime sperimentazioni al periodo veneziano, fino agli anni formativi al Bauhaus, nel segno del legame tra arte, design e vita quotidiana.
A Torino, la Pinacoteca Agnelli al Lingotto presenta fino al 13 settembre 2026 Walter Pfeiffer. In Good Company, prima mostra istituzionale italiana dedicata all’artista, curata da Simon Castets e Nicola Trezzi. Oltre 100 fotografie dagli anni Settanta a oggi intrecciano serie iconiche e scatti inediti in un percorso senza gerarchie che evidenzia il suo ruolo nel ridefinire la fotografia contemporanea.
Tra nudo, ritratto, paesaggio e natura morta, Pfeiffer unisce rigore formale e sensualità, ironia e delicatezza, celebrando la bellezza dell’imperfezione e offrendo immagini pionieristiche nel racconto delle identità queer e dei linguaggi della moda. Sempre a Torino, al Museo Nazionale del Cinema è in programma fino al 5 ottobre 2026 My Name Is Orson Welles.
Un itinerario che attraversa città e linguaggi, restituendo la varietà di sguardi con cui l’Italia entra nell’estate culturale del 2026.
