Milano accelera con Saipem e le banche, Avio in calo; petrolio frena su ipotesi su Hormuz

Milano torna in rialzo: a metà seduta il Ftse Mib avanza dello 0,6% dopo una mattinata volatile, sostenuto dai titoli energetici e dal comparto bancario, mentre Avio cede terreno. Sullo sfondo, il petrolio ripiega dopo indiscrezioni su una proposta dell’Iran agli Stati Uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz, mentre i mercati guardano alle prossime riunioni di Fed e Bce.
Tra i migliori del listino spicca Saipem (+4,7%), seguita da Tenaris (+1,38%). Eni procede più cauta (+0,3%) dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. Bene anche Moncler (+2%) e Buzzi (+1,95%). In evidenza il settore bancario con Bper (+1,8%), Banco Bpm (+1,6%) e Mediolanum (+1,5%).
Sul versante opposto, Avio arretra del 2,6%, mentre Nexi perde lo 0,7% risentendo di un downgrade di Bank of America. Leggere prese di beneficio su STMicroelectronics (-0,05%) dopo il forte rialzo della scorsa settimana. Capitolo partecipazioni: secondo Il Messaggero, Unicredit ha incrementato la propria quota in Generali oltre il 9%.
La Repubblica riporta inoltre che la quota di Gae Aulenti nel Leone supererà il 10% una volta completato il programma di riacquisto di azioni proprie, che prevede la cancellazione di titoli pari a circa l’1% del capitale. Nelle utility, Terna è sotto i riflettori: l’amministratore delegato uscente Giuseppina Di Foggia ha firmato un accordo per la risoluzione anticipata e consensuale del contratto con effetto dal 5 maggio.
L’intesa prevede un trattamento di fine mandato di 108.760 euro lordi e la rinuncia all’indennità integrativa legata alla carica di direttore generale, per la quale la società aveva accantonato in via prudenziale oltre 7 milioni di euro.
Sul fronte delle materie prime, i prezzi del greggio hanno ridotto i guadagni dopo che, secondo indiscrezioni riportate da Axios, Teheran avrebbe fatto pervenire a Washington, tramite la mediazione del Pakistan, una proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine al conflitto, rinviando a una fase successiva i negoziati sul nucleare.
Dallo stretto transita circa il 20% dell’offerta mondiale di petrolio. In calendario, gli investitori attendono gli appuntamenti con la Federal Reserve e la Banca centrale europea, che potrebbero ridefinire le aspettative sui tassi nelle prossime settimane.
