Meloni vedrà il segretario di Stato Usa Rubio venerdì: clima teso con Trump; Nordio non querelerà Ranucci

Giorgia Meloni vedrà venerdì mattina a Palazzo Chigi il segretario di Stato Usa Marco Rubio, in quello che viene descritto come un primo tentativo di ricucire dopo le recenti frizioni con Donald Trump.
Il clima, tuttavia, resta teso: la presidente del Consiglio ha preso le distanze dalla minaccia di ritirare i militari americani dalle basi europee, definendola «una scelta che non condivido» e ricordando che «l'Italia ha sempre mantenuto tutti gli impegni sottoscritti, particolarmente in ambito Nato, anche quando non erano in gioco i nostri interessi diretti».
Al centro del colloquio tra Roma e Washington figurano la guerra in Iran, la riapertura al traffico commerciale dello Stretto di Hormuz e i dossier su Gaza e Libano. Un’agenda fitta, che arriva dopo settimane di attriti e mentre sul fronte interno si intrecciano altri dossier sensibili.
Proseguono intanto le indagini dell’Interpol e si attende il responso della Procura di Milano sull’istanza di grazia per Nicole Minetti.
Nel frattempo, la polemica tra Sigfrido Ranucci e il ministro della Giustizia Carlo Nordio sembra rientrare: il conduttore di Report ha chiesto scusa per aver diffuso una notizia non verificata e poi risultata falsa sulla visita del Guardasigilli in Uruguay e, secondo quanto si apprende da fonti di via Arenula, Nordio non presenterà querela.
Sul versante politico, Elly Schlein ha rivendicato la natura plurale del Partito democratico e i risultati elettorali più recenti. La segretaria ha sottolineato che il Pd è «la prima forza di opposizione», perno di un’alleanza progressista da costruire in modo inclusivo, partendo dalle proposte già avanzate con le altre opposizioni.
Da Torre Annunziata, Matteo Salvini ha invece insistito sulle priorità economiche, contestando un’Europa che «consente di spendere di più per le armi ma non per aiutare gli italiani» e indicando «a Bruxelles» il cuore del problema.
Il vicepremier ha aggiunto che «il Papa non si discute, si ascolta», commentando l’attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV, e si è detto impegnato a cercare «una via d’uscita diplomatica e non missilistica» nei conflitti in Ucraina e in Iran.
Salvini ha precisato che non sono in programma incontri con Trump né con emissari del governo americano, ribadendo però l’amicizia e l’alleanza con gli Stati Uniti e osservando che «attaccare il Santo Padre non serve a nulla».
Nelle prossime ore i riflettori resteranno puntati sul vertice a Palazzo Chigi con Rubio e sui dossier di politica estera, mentre sul piano giudiziario si attende la decisione della Procura di Milano sull’istanza di grazia per Minetti. Il confronto con Washington avverrà, per ora, in un contesto di cauta distanza nei confronti delle posizioni di Trump.
