Meloni: riaprire completamente Hormuz è cruciale; Roma sollecita Israele a fermare l’escalation in Libano
La premier Giorgia Meloni ha definito cruciale la piena riapertura dello Stretto di Hormuz per la stabilità economica globale e ha messo in guardia sulle possibili conseguenze “imprevedibili” di eventuali restrizioni o dazi iraniani. Intervenendo in Parlamento giovedì, ha sostenuto che la libertà di navigazione lungo il corridoio strategico debba essere ripristinata integralmente e restare senza vincoli.
Meloni ha descritto la libertà di movimento nello Stretto come un “elemento centrale” di qualsiasi intesa tra Stati Uniti e Iran, richiamando le recenti interruzioni del traffico marittimo nell’area.
Ha inoltre segnalato che, se la crisi dovesse aggravarsi ulteriormente, l’Unione Europea potrebbe valutare misure economiche straordinarie, inclusa una possibile sospensione delle regole fiscali del Patto di stabilità e crescita, sul modello adottato durante la pandemia di Covid-19.
Sul fronte regionale, la presidente del Consiglio ha affermato che Roma ha “ripetutamente” sollecitato Israele a fermare l’escalation militare in Libano, ribadendo il sostegno alla sovranità libanese e agli sforzi del Paese per il disarmo di Hezbollah. Ha inoltre invocato la massima tutela delle forze di pace dell’ONU, ricordando il contributo di lungo corso dell’Italia alla missione UNIFIL.
Le dichiarazioni arrivano all’indomani di un episodio in cui, mercoledì, forze israeliane hanno sparato colpi di avvertimento contro un convoglio italiano impegnato nella missione ONU nel Sud del Libano, fatto che ha suscitato una forte condanna da parte del governo italiano.
Nel complesso, le parole della premier rispecchiano una crescente preoccupazione europea: da un lato le turbolenze nei flussi marittimi del Golfo, dall’altro l’escalation lungo il fronte settentrionale di Israele con il Libano, con potenziali ripercussioni tanto economiche quanto di sicurezza.
