Meloni all’Altare della Patria nel 25 aprile: dopo il decreto Sicurezza, polemica su “Bella ciao” e niente sospensione del Patto Ue

Nel giorno della Liberazione, Giorgia Meloni si reca all’Altare della Patria a Roma mentre il governo, reduce dall’approvazione del decreto Sicurezza e da un passaggio parlamentare teso, affronta il nodo del caro energia con risorse limitate.
Sullo sfondo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiarito che non c’è margine per sospendere il Patto di stabilità, richiesta avanzata dall’esecutivo per ottenere più spazio di manovra. L’esecutivo dovrà quindi individuare un’altra soluzione.
La vigilia del 25 aprile è stata segnata da un incidente in Aula alla Camera: l’opposizione ha intonato “Bella ciao”, senza che la maggioranza si unisse. Poco dopo, Fratelli d’Italia ha cantato l’inno di Mameli, ma in quella circostanza sono stati i leghisti a tirarsi indietro.
Un episodio che ha riacceso le tensioni simboliche attorno alla memoria della Resistenza. Dalle piazze e dai luoghi della memoria sono arrivate parole nette. Il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha parlato di “rigurgiti neofascisti” a destra, definiti pericolosi perché presenti “non solo in Italia, ma anche in Germania e in Europa”.
Le sue dichiarazioni sono arrivate a margine della commemorazione del monumento a Salvo D’Acquisto a Napoli in occasione della Festa della Repubblica.
A Sant’Anna di Stazzema (Lucca), la segretaria del Pd Elly Schlein, nella sua orazione ufficiale, ha sottolineato il valore del luogo nella memoria collettiva e ha lamentato “un’assenza che pesa”: da tempo, ha detto, manca “una presenza significativa del governo” nelle celebrazioni nel borgo simbolo della memoria repubblicana.
Alle Fosse Ardeatine, il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha ricordato che “il silenzio pesa più delle parole” davanti a un eccidio in cui furono uccisi 335 italiani, ribadendo che Resistenza e Liberazione “non sono retorica” e che la difesa quotidiana della democrazia resta una responsabilità di tutti.
Dal centrodestra, il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, presidente della Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, ha definito il 25 aprile “una data fondativa” che deve unire gli italiani, richiamando alla pace in un contesto internazionale segnato da tensioni.
Nicola Fratoianni (Avs) ha scritto che è in partenza per Milano, dove è previsto un grande corteo per il 25 aprile. Con le celebrazioni in corso in tutta Italia, l’attenzione resta anche sull’agenda economica del governo: dopo il no di Bruxelles alla sospensione del Patto di stabilità, l’esecutivo dovrà cercare margini per intervenire sul caro energia entro i vincoli europei.
