Media: Pakistan consegna a Teheran proposta Usa in 15 punti; Teheran fissa condizioni su Hormuz e missili

Il Pakistan avrebbe consegnato a Teheran una proposta statunitense in 15 punti per mettere fine alla guerra, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Parallelamente, l’Iran avrebbe comunicato all’amministrazione Trump le proprie richieste per riprendere i negoziati su un cessate il fuoco, mentre fonti pakistane parlano di una possibile svolta entro 48 ore.
Fonti statunitensi riferiscono di un incontro nel fine settimana in Pakistan, che avrebbe coinvolto Vance e altri interlocutori, nell’ambito degli sforzi a cui starebbe lavorando l’amministrazione Trump per individuare una via d’uscita dal conflitto con l’Iran.
Da Islamabad, ambienti del ministero degli Esteri hanno parlato di colloqui possibili a breve, ma hanno precisato che Teheran resta riluttante ad avviarli in assenza di garanzie specifiche: tra queste, l’impegno a non condurre in futuro operazioni militari contro l’Iran o contro il suo programma missilistico, oltre a richieste di risarcimenti.
Le stesse fonti hanno aggiunto che sono in corso sforzi da parte di Pakistan, Turchia ed Egitto con tutte le parti coinvolte. Secondo il Wall Street Journal, il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche ha consolidato la propria influenza in un sistema di potere iraniano descritto come frammentato e sta avanzando una serie di condizioni.
Tra queste, la chiusura di tutte le basi americane nel Golfo, il pagamento di risarcimenti per gli attacchi contro l’Iran e l’introduzione di un nuovo regime per lo Stretto di Hormuz che consenta a Teheran di riscuotere pedaggi dalle navi in transito, sul modello del Canale di Suez.
Altre richieste includono garanzie che le ostilità non riprendano e la fine degli attacchi israeliani contro Hezbollah in Libano. In questo quadro, i rappresentanti iraniani avrebbero fatto pervenire a Washington l’elenco delle condizioni per tornare al tavolo, ma l’avvio di trattative formali resta subordinato alle garanzie richieste.
Le prossime 48 ore, indicate da fonti pakistane come potenzialmente decisive, diranno se l’attività diplomatica in corso potrà tradursi in un’apertura concreta.
