Malta, cassette di sicurezza con pillole abortive: l’azione di Women on Waves contro il divieto quasi totale

Cassette di sicurezza contenenti pillole abortive sono comparse in diversi punti di Malta e di Gozo, la seconda isola più grande dell’arcipelago. A installarle è stato un gruppo di attiviste di Women on Waves, organizzazione olandese per i diritti delle donne, per denunciare il divieto quasi totale di interruzione volontaria di gravidanza nel Paese.
Le cassette forniscono un aiuto concreto: le donne in stato di gravidanza da meno di nove settimane che intendono interrompere la gestazione possono inviare un’email e ricevere l’indirizzo e i codici necessari per accedere al farmaco. Nei primi otto giorni della campagna, 16 donne hanno presentato richiesta, secondo quanto riferito dall’associazione.
“Questo dimostra quanto il sistema maltese sia arcaico rispetto al resto d’Europa. Si tratta di una grave violazione dei diritti”, ha dichiarato Rebecca Gomperts, fondatrice di Women on Waves. A Malta l’aborto è stato illegale fino al 2023.
Le norme sono finite sotto i riflettori internazionali nel 2022, dopo il caso di una turista americana incinta di 16 settimane che aveva subìto un aborto incompleto: i medici avevano dichiarato di non poter intervenire, richiamando le leggi che allora vietavano la procedura in qualsiasi circostanza.
La donna è stata poi trasferita in aereo in Spagna, dove le è stato praticato un aborto. Sull’onda di quel caso, nel 2023 il Parlamento ha approvato un emendamento che consente l’interruzione di gravidanza quando la vita della madre è in pericolo, a condizione che siano state esaurite tutte le altre possibili opzioni terapeutiche.
L’aborto resta illegale in caso di stupro, incesto e gravi malformazioni fetali.
