“L’Italia ha i benefici migliori”: Milano insidia Dubai come rifugio per i super-ricchi

Per una fetta sempre più ampia dell’élite globale, l’indirizzo di riferimento si sta spostando dal Golfo alla Pianura Padana. Mentre gli Emirati Arabi Uniti finiscono sotto il fuoco di missili iraniani, la reputazione di Dubai come porto sicuro per i super‑ricchi si appanna e cresce l’interesse per Milano.
“L’Italia ha i benefici migliori: una flat tax e una buona qualità della vita”, osserva Armand Arton, consulente che assiste famiglie multimilionarie nei trasferimenti legati ai programmi di cittadinanza per investimento. “Chi lascia gli Emirati può immaginarsi facilmente a Roma o Milano, centri internazionali e metropolitani.” Il richiamo di Milano è evidente.
Già casa di alcuni tra i banchieri, avvocati e investitori più ricchi d’Europa, la città offre un contesto internazionale e un regime fiscale ad hoc. In base alla flat tax italiana, i nuovi residenti stranieri possono pagare 300.000 euro all’anno sulla totalità dei redditi esteri.
Secondo le regole, chi non ha versato imposte in Italia per almeno nove degli ultimi dieci anni può accedere al regime, che esenta il reddito estero a fronte dell’imposta forfettaria; i contribuenti restano tassati sui redditi prodotti in Italia e sulle plusvalenze da investimenti realizzate entro cinque anni dall’adesione.
“Abbiamo sempre avuto un profilo internazionale, ma la città sta cambiando”, racconta Diletta Giorgolo, alla guida del residenziale di Sotheby’s nell’hub economico e della moda.
“Il nostro regime speciale esiste dal 2017, ma quando il Regno Unito ha abolito il non‑dom abbiamo visto un’onda di nuovi acquirenti arrivare a Milano.” Con un nuovo flusso di ricchi in movimento, la domanda è se il capoluogo lombardo possa diventare la nuova casa degli ultra‑wealthy.
La guerra nel Golfo ha già innescato un esodo di facoltosi cittadini britannici, anche se non tutti sono disposti a rientrare in patria. Per molti europei, l’Italia è l’opzione più strategica: a differenza delle regole più rigide del Regno Unito, il regime italiano esenta i redditi esteri in cambio della flat tax annuale.
Per Marc Acheson, di Utmost Wealth Solutions, l’attrattiva dell’Italia è cresciuta mentre quella del Regno Unito si è ridotta per i più abbienti. A Milano, il regime è soprannominato “svuota Londra”. “Anche se la flat tax c’era già nel 2017, allora a 100.000 euro, non stava attirando folle,” afferma.
“L’abolizione del non‑dom è ciò che ha davvero acceso l’interesse, e questo è avvenuto proprio mentre il Portogallo irrigidiva le sue regole.” La semplicità del meccanismo è un plus, aggiunge: “L’Italia è un Paese piacevole; Milano ha un profondo settore dei servizi finanziari: molte delle cose che rendono Londra attrattiva, le ha anche Milano.” Secondo Roberto Bonomi, partner dello studio legale Withers, l’Italia ha inoltre scrollato di dosso la fama di destinazione politicamente instabile.
Giorgia Meloni, premier dal 2022, è arrivata al governo con posizioni apertamente di destra radicale, ma sembra aver attenuato la propria impostazione. “All’inizio c’era scetticismo,” dice Bonomi. “Dopo nove anni abbiamo dimostrato che il sistema è stabile. I clienti non hanno più paura dell’Italia.” Con le tensioni nel Golfo e i cambiamenti normativi in Europa, Milano si ritrova in cima alla lista dei trasferimenti di grandi patrimoni.
Il prossimo flusso di super‑ricchi guarda già alla città: la sfida sarà trasformare questo interesse in residenze stabili e investimenti di lungo periodo.
