Italia, riforma scolastica: nuovi programmi per licei e istituti tecnici dal 2027

L’Italia ridisegna i programmi delle scuole superiori. A partire dal settembre 2027, licei e istituti tecnici adotteranno nuove indicazioni nazionali e linee guida, frutto di un lavoro avviato dal Ministero dell’Istruzione per adeguare l’offerta formativa alle sfide del mondo contemporaneo.
A guidare la commissione incaricata della riforma è Loredana Perla, pedagogista e direttrice del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Bari Aldo Moro, su mandato del ministro Giuseppe Valditara. La revisione, definita «organica» nell’atto di indirizzo del Ministero, nasce dall’esigenza di aggiornare documenti fermi da oltre un decennio.
Tra le priorità, l’integrazione delle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) con metodologie didattiche innovative, tra cui l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali avanzate.
«Lo sviluppo delle competenze STEM è una sfida che la scuola italiana deve affrontare al massimo delle sue possibilità», si legge nella direttiva, che sottolinea anche l’attenzione verso le studentesse, per ridurre il divario di genere in questi ambiti.
Non solo scienza: il Ministero punta anche a rafforzare l’orientamento verso le professioni mediche, estendendo la sperimentazione «Biologia con curvatura biomedica» per un ulteriore triennio. Ma la riforma guarda anche al passato: particolare attenzione sarà riservata alla storia e alla cultura occidentale, in continuità con le indicazioni già adottate per il primo ciclo di istruzione.
Un capitolo a parte riguarda il liceo classico, in crisi di iscrizioni. Con appena il 5,2% degli studenti per l’anno scolastico 2026/2027 (in calo rispetto al 5,37% dell’anno precedente), il Classico ha perso oltre il 15% di iscritti in un decennio. Per invertire la tendenza, il Ministero ha istituito un gruppo di lavoro ad hoc.
«È un’eccellenza unica al mondo, un motore di pensiero critico e di conoscenza della civiltà occidentale», ha dichiarato il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti, ribadendo la necessità di tutelarne il ruolo.
