Italia, ipotesi “lockdown energetico”: il governo prepara il piano d’emergenza

L’ombra di un “lockdown energetico” si allunga sull’Italia. La crisi in Medio Oriente e la chiusura dello Stretto di Hormuz stanno alimentando timori concreti di carenze di gas e carburanti, spingendo il governo a mettere a punto un piano d’emergenza centrato sul taglio dei consumi.
Tra le misure allo studio figurano lo smart working esteso, soprattutto nella Pubblica amministrazione, le targhe alterne nelle città, limiti all’uso delle auto private, la riduzione dell’illuminazione pubblica, tetti più rigidi per condizionatori e riscaldamenti e, in ultima istanza, il possibile razionamento dei carburanti.
Non è ancora scattato l’allarme rosso, ma il dossier energia è entrato nel cuore dell’agenda politica. La cornice operativa è il Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale, aggiornato nel 2023, che prevede tre livelli progressivi: preallarme, quando emergono rischi sugli approvvigionamenti; allarme, con riduzione delle forniture ancora gestibile dal mercato; emergenza, quando il mercato non è più sufficiente.
È quest’ultimo livello a far scattare le misure più drastiche. Secondo quanto si apprende, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica valuta anche le raccomandazioni dell’Agenzia internazionale dell’energia, con un focus sulla riduzione immediata dei consumi di combustibili fossili.
Il ritorno massiccio del lavoro da remoto viene indicato tra le ipotesi più concrete per ridurre spostamenti e consumo energetico: un déjà‑vu che richiama i giorni della pandemia, ma con finalità diverse. Il barometro della crisi resta il gas. Stando alle indiscrezioni, una fase di maggiore prudenza potrebbe partire già da maggio, mese in cui si teme un rallentamento delle forniture.
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin è pronto a presentare alla premier Giorgia Meloni un piano focalizzato sulla gestione dei consumi energetici, prima dell’informativa prevista in Parlamento. Il timore, sottolineano fonti governative, è che la crisi internazionale si traduca rapidamente in difficoltà interne con ricadute su famiglie, imprese e trasporti.
Anche Bruxelles si muove. Il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen ha invitato gli Stati membri a prepararsi a una possibile interruzione prolungata delle forniture. Tra le misure suggerite: riduzione dei limiti di velocità in autostrada, maggiore utilizzo dei mezzi pubblici, riduzione dei voli non necessari, ulteriore impulso allo smart working e accelerazione su rinnovabili e biocarburanti.
Un segnale che la crisi non riguarda più soltanto i prezzi dell’energia, ma la sua disponibilità.
