Iran, verso nuovi colloqui con gli Usa: Trump dice che "la guerra è quasi finita". L’Italia sospende il rinnovo dell’intesa di difesa con Israele

Gli Stati Uniti e l’Iran puntano a un nuovo incontro dopo il vertice naufragato sabato a Islamabad. Donald Trump ha dichiarato che i colloqui potrebbero riprendere nei prossimi due giorni, aggiungendo che Washington sta valutando una sede alternativa al Pakistan.
Il presidente Usa ha assicurato che “la guerra è quasi finita” e, in un’intervista ad ABC News, ha precisato di non essere intenzionato a prorogare il cessate il fuoco con Teheran, in scadenza. “Potrebbe finire bene o male, ma penso che un accordo sia meglio perché poi potranno ricostruire”, ha aggiunto.
Trump è inoltre tornato ad attaccare il Papa, affermando: “Qualcuno può dirgli che il nucleare in Iran è inaccettabile?” e sostenendo che l’Iran abbia ucciso 42 mila innocenti. Sul fronte regionale, a Washington si sono svolti colloqui definiti “costruttivi” tra Israele e Libano su una tregua: le parti hanno dato il via libera all’avvio di negoziati diretti, con data e luogo ancora da stabilire.
Intanto il governo italiano ha deciso di sospendere il rinnovo automatico del memorandum con lo Stato di Israele per la collaborazione nel settore della difesa. La tensione resta alta al confine tra Israele e Libano.
L’esercito israeliano (Idf) riferisce che da questa mattina Hezbollah ha lanciato oltre 30 razzi contro il nord di Israele: un primo attacco con più di 20 razzi ha fatto scattare le sirene a Kiryat Shmona e in altre comunità della Galilea occidentale; otto sono stati intercettati, gli altri sono caduti in aree aperte, senza feriti.
Successivamente sono stati lanciati circa altri 10 razzi, tre dei quali intercettati.
Parallelamente, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Haaretz citando soldati e una fonte anonima dell’Idf, l’esercito starebbe demolendo villaggi nel sud del Libano con “metodi simili” a quelli usati nella Striscia di Gaza: bulldozer raderebbero al suolo aree vicino alla recinzione di confine per far spazio a nuovi avamposti militari, che secondo un militare sembrerebbero “permanenti”.
Sullo scacchiere internazionale, Reuters segnala che la petroliera cinese Rich Starry è tornata nello Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il traffico energetico. In Francia, Emmanuel Macron ha convocato il consiglio di sicurezza nazionale su Hormuz e Medio Oriente.
Negli Stati Uniti, Vance sarebbe indicato come possibile guida della delegazione americana nel secondo round di trattative con l’Iran. Intanto, secondo il Wall Street Journal, in Europa prende forma un piano di riserva nel caso di un’uscita degli Stati Uniti dalla Nato.
Il progetto, che avrebbe incassato il sostegno della Germania, mira a garantire la difesa del continente utilizzando le strutture militari esistenti dell’Alleanza, aumentando la presenza europea nei ruoli di comando e controllo e integrando le risorse statunitensi con quelle dei Paesi europei.
I prossimi giorni saranno decisivi per fissare luogo e data dei nuovi colloqui tra Washington e Teheran e per capire se il cessate il fuoco verrà lasciato scadere. Sul terreno, l’evoluzione delle ostilità tra Israele e Hezbollah e la sicurezza del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz restano gli altri principali fronti da monitorare.
