Gattuso avrebbe rinunciato alla buonuscita dopo l’addio all’Italia per tutelare il suo staff
Per accelerare i pagamenti destinati ai suoi collaboratori, Gennaro Gattuso avrebbe deciso di non richiedere la buonuscita dopo la separazione, avvenuta di comune accordo, dalla panchina della Nazionale italiana. Lo riportano testate italiane, secondo cui l’ex commissario tecnico avrebbe scelto di rinunciare alle somme residue del suo contratto per tutelare lo staff.
L’addio è stato ufficializzato venerdì, tre giorni dopo la sconfitta ai rigori in trasferta contro la Bosnia ed Erzegovina nel playoff finale di martedì, risultato che è costato agli Azzurri la qualificazione al Mondiale per la terza edizione consecutiva. Gattuso era in carica da meno di un anno, essendo subentrato a Luciano Spalletti nel giugno 2025.
L’annuncio è arrivato leggermente dopo le comunicazioni delle uscite di Gabriele Gravina dalla FIGC e di Gianluigi Buffon dallo staff della Nazionale. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il ritardo sarebbe stato legato alla definizione delle liquidazioni del team tecnico.
Un resoconto di domenica aggiunge che Gattuso avrebbe rinunciato al denaro che gli sarebbe spettato fino alla scadenza del contratto per consentire una compensazione rapida ai suoi collaboratori. Non sarebbe una novità per l’ex centrocampista: SportMediaset ricorda che nel 2019 lasciò il Milan senza chiedere la buonuscita, pur avendo un rinnovo fino al 2021, per permettere allo staff di essere pagato per i due anni residui.
Lo stesso resoconto di domenica suggerisce che accordi di risoluzione consensuale, con rinuncia alla buonuscita, sarebbero stati raggiunti anche al termine delle esperienze a OFI Creta, Pisa e Hajduk Spalato.
Le ricostruzioni si concentrano sul gesto nei confronti dei suoi collaboratori, mentre l’uscita di Gattuso si inserisce in una fase di riorganizzazione che ha visto anche le recenti partenze dai vertici federali e dallo staff azzurro.
