Decreto Primo Maggio al Cdm, il caso Minetti agita il governo: nuova istruttoria, Pg Milano valuta cambio di parere

Il governo si prepara a varare il decreto Primo Maggio mentre sulla maggioranza soffia il vento della polemica per la grazia concessa a Nicole Minetti. Il ministero della Giustizia ha disposto, su richiesta del Quirinale, una nuova istruttoria sull’atto, e la Procura generale di Milano ha fatto sapere che gli accertamenti urgenti avviati “potrebbero portare a una modifica del nostro parere”, finora positivo.
I primi riscontri potrebbero arrivare già oggi. Sul tavolo del Consiglio dei ministri è atteso il decreto Primo Maggio. L’esecutivo punta a prorogare il bonus assunzioni per gli under 35 e il bonus Zes fino al 31 dicembre 2026, ma le misure sarebbero riservate alle imprese che applicano il cosiddetto “salario giusto”.
Il governo affronterà anche il tema del taglio delle accise in scadenza il 1° maggio e il Piano Casa, due provvedimenti che però approderanno nel Consiglio dei ministri del 30 aprile. La vicenda Minetti resta il fronte più caldo. L’ex consigliera regionale lombarda, condannata a 3 anni e 11 mesi per i casi Ruby e Rimborsopoli, ha ottenuto la grazia dal presidente Sergio Mattarella.
Secondo quanto emerso, alcuni elementi della ricostruzione presentata dalla 41enne non tornerebbero; da qui la richiesta del Colle di ulteriori approfondimenti e la riapertura del dossier da parte di via Arenula. La procuratrice generale di Milano ha avvertito che gli esiti degli accertamenti potrebbero cambiare la valutazione fin qui espressa.
Le opposizioni, intanto, aumentano la pressione sul ministro della Giustizia Carlo Nordio. Angelo Bonelli (Avs, Europa Verde) chiede le dimissioni immediate del Guardasigilli, parlando di un ministero “allo sbando” e di un caso che avrebbe messo in imbarazzo la Presidenza della Repubblica.
Di segno opposto Forza Italia: il portavoce e deputato Raffaele Nevi, a Rai Radio1, ha escluso l’ipotesi di dimissioni, sostenendo che la grazia è stata concessa sulla base dell’istruttoria e che eventuali documenti falsi saranno accertati dall’autorità competente, senza evidenze di errori attribuibili al ministero.
Nel Partito democratico, Arturo Scotto, sempre a Rai Radio1, ha osservato che, secondo inchieste de il Fatto, il quadro sulla condotta della donna sarebbe meno lusinghiero di quanto rappresentato, aggiungendo che in caso di dimissioni di Nordio “è probabile che cada il governo”.
Sul versante economico, proseguono le audizioni sul Documento di finanza pubblica. Nella giornata di ieri sindacati e Confindustria hanno denunciato le ricadute del caro energia e sollecitato interventi più incisivi. Oggi, alle 19.30, è attesa l’audizione del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiamato a rispondere alle domande dei parlamentari.
L’incrocio tra il decreto Primo Maggio e il dossier Minetti misura la tenuta dell’esecutivo in una fase in cui il governo è atteso a scelte economiche sensibili e a chiarimenti istituzionali su un provvedimento di grazia ora sottoposto a nuova verifica.
