Dal Garda a Taormina, ecco i nuovi Grandi Giardini d’Italia

Sono cinque, entrano a far parte del gruppo che raduna le più prestigiose realtà botanico-paesaggistico-storiche del Belpaese. Due sono nel Bresciano, poi Val d’Orcia, Marche e Taormina Negli ultimi anni il turismo dei giardini sta vivendo una stagione di rinnovato interesse.
Sempre più viaggiatori cercano luoghi dove il paesaggio non sia solo sfondo, ma esperienza: spazi in cui storia, botanica e cultura si intrecciano in un dialogo costante. In questo contesto si inserisce l’ingresso di cinque nuovi giardini nel network di Grandi Giardini Italiani, il circuito nato nel 1997 che riunisce le più prestigiose realtà botaniche e paesaggistiche visitabili del Paese.
Tra i nuovi ingressi spicca Ca’ del Bosco a Erbusco (BS), nel cuore della Franciacorta. Questa celebre proprietà vitivinicola è conosciuta non solo per l'eccellenza dei suoi vini, ma anche per il modo in cui ha saputo fondere paesaggio agricolo, architettura contemporanea e arte ambientale.
Tra i filari curati come giardini e gli edifici produttivi si snoda infatti un vero e proprio percorso espositivo all'aperto: installazioni monumentali, sculture e interventi site-specific di artisti internazionali – da Arnaldo Pomodoro a Mimmo Paladino passando dal Cracking Art Group - accompagnano la visita, trasformando la tenuta in uno spazio dove la cultura del vino dialoga con i linguaggi della m…
Affacciata sulle rive bresciane del Lago di Garda, entra nel network anche la Limonaia del Castèl a Limone sul Garda. Qui il protagonista è il rapporto millenario tra architettura e coltivazione.
Le limonaie gardesane, sviluppatesi tra il XVII e il XIX secolo, rappresentano un esempio sorprendente di ingegneria agricola: un sistema di terrazzamenti in pietra, alte colonne e strutture in legno che storicamente permettevano di proteggere gli agrumi dai rigori invernali.
Passeggiare oggi tra questi spazi, tra il profumo dei fiori di zagara e i frutti dorati, significa comprendere come le comunità locali abbiano saputo piegare la verticalità delle ripide sponde del lago per creare un microc… In Toscana, il circuito accoglie Castiglion del Bosco a Montalcino (SI), una vasta tenuta storica immersa nel paesaggio iconico della Val d’Orcia.
Qui giardini, vigneti e patrimonio rurale formano un insieme organico che sembra dipinto. Il risultato è un paesaggio in cui la natura e il lavoro agricolo si intrecciano da secoli con un'eleganza senza tempo: viali di cipressi, borghi medievali perfettamente conservati e spazi verdi meticolosamente curati seguono l’andamento morbido della campagna toscana, offrendo un’esperienza di totale immersione nell'armonia rurale più pura.
Dalle colline toscane si passa a quelle marchigiane con l’ingresso di Villa La Quiete a Treia (Macerata). Questa dimora storica, nota anche come Villa Spada, conserva un parco caratterizzato da alberature secolari e ampi spazi verdi che degradano dolcemente verso la valle.
È l' archetipo del giardino legato alle grandi residenze di campagna: qui il verde non ha una funzione puramente ornamentale, ma rappresenta il polmone vitale della proprietà, un luogo di meditazione e silenzio dove la maestosità di cedri e lecci secolari incornicia le architetture neoclassiche, integrate perfettamente nel mosaico agricolo circostante.
Completa il gruppo dei nuovi ingressi il Parco Trevelyan a Taormina (ME), conosciuto dai cittadini come Villa Comunale. Creato alla fine dell’Ottocento dalla nobildonna inglese Florence Trevelyan, il parco è uno dei luoghi più suggestivi e amati della città siciliana.
Tra essenze esotiche, vialetti ombrosi e curiose architetture ornamentali in mattoni e legno — le celebri fantasie vittoriane o beehives — il giardino si protende come un balcone naturale sullo Ionio, offrendo scorci spettacolari che uniscono in un unico sguardo l’azzurro del mare e il profilo fumante dell’Etna.
Con questi nuovi ingressi, la rete di Grandi Giardini Italiani arriva oggi a contare oltre 150 giardini distribuiti in 15 reg…
