Berlino convoca l’ambasciatore russo per «minacce dirette»; Ue verso prestito da 90 miliardi a Kiev

Berlino ha convocato l’ambasciatore russo in Germania per protestare contro quelle che definisce «minacce dirette» rivolte da Mosca a obiettivi situati nella Repubblica federale. La mossa tedesca arriva mentre in ambito europeo si accelera sul fronte del sostegno finanziario a Kiev.
La presidenza cipriota del Consiglio Ue ha inserito all’ordine del giorno della riunione Coreper II di mercoledì 22 aprile la modifica del regolamento del Quadro finanziario pluriennale. «Questo è l’ultimo elemento necessario per il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina», ha dichiarato un portavoce della presidenza cipriota, legando il passaggio procedurale alla nuova linea di credito a favore di Kiev.
Sul campo, Mosca sostiene che Kiev stia «insabbiando la sconfitta» millantando riconquiste. Il capo di Stato maggiore delle forze armate russe e viceministro della Difesa, il generale Valery Gherasimov, ha ispezionato le missioni delle unità del raggruppamento di forze “Sud” e ha tenuto un briefing con il comando.
«Nel tentativo di fermare la nostra offensiva, le unità delle forze armate ucraine hanno condotto oltre 170 contrattacchi infruttuosi tra febbraio e marzo, utilizzando truppe d’assalto. Tuttavia, nonostante le perdite significative — oltre 3.000 uomini e oltre 160 mezzi — non sono riuscite a raggiungere i loro obiettivi», ha affermato, secondo una nota dell’ufficio stampa del ministero della Difesa russo.
Nella stessa cornice, il ministero della Difesa russo ha riferito che, durante la notte, le forze di difesa aerea di Mosca hanno abbattuto 97 droni ucraini sul territorio russo. Da Kiev, il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito che «l’Ucraina non si rifiuta di negoziare».
In un messaggio su X, ha aggiunto: «Restiamo in costante contatto con tutti i partner chiave. Siamo inoltre in continuo dialogo con la parte americana, sia direttamente attraverso i nostri rappresentanti sia tramite gli amici dell’Ucraina che sostengono la diplomazia».
Zelensky ha sottolineato che «continueremo a cercare una strada che porti la Russia a porre fine a questa guerra», precisando però che, «qualunque sia l’evoluzione degli eventi, l’Ucraina deve affrontare il prossimo inverno completamente preparata».
I dossier diplomatico e finanziario restano quindi intrecciati: la protesta tedesca aggiunge tensione ai rapporti con Mosca, mentre la riunione di mercoledì sul Quadro finanziario pluriennale è indicata dalla presidenza cipriota come il passaggio decisivo per sbloccare il prestito da 90 miliardi destinato a sostenere Kiev.
