Adani sul flop degli interisti in Azzurro dopo Bosnia-Italia: “Nei club si sentono più protetti”
Daniele Adani ha spiegato perché i giocatori dell’Inter non sono riusciti a incidere con la maglia della Nazionale nella dolorosa sconfitta dell’Italia contro la Bosnia ed Erzegovina. Intervenuto a La Domenica Sportiva, l’ex difensore della Fiorentina ha offerto una lettura che va oltre i singoli errori, puntando il dito sul diverso contesto tra club e selezione.
Nel mirino è finito Alessandro Bastoni, espulso a Zenica, episodio che ha pesato sulla partita e sul fallimento dell’Italia nel raggiungere il Mondiale 2026. Gli Azzurri mancheranno così, ancora una volta, la rassegna iridata per la terza edizione consecutiva.
Nella serie dei rigori, il giovane centravanti Francesco Pio Esposito ha fallito la prima esecuzione, mentre Federico Dimarco e Nicolò Barella non hanno toccato i loro consueti standard nella finale dei playoff di qualificazione. Barella, però, è tornato al gol ieri nel 5-2 dell’Inter contro la Roma a San Siro, firmando la sua prima rete in Serie A da ottobre.
“Alcuni giocatori si sentono più concentrati nei club,” ha osservato Adani. “Vivono un percorso condiviso. A livello di campionato c’è distanza dalla federazione: i giocatori tornano nelle loro squadre e ritrovano una roccaforte dove sono protetti, sostenuti dai tifosi, e l’ambiente del torneo locale li aiuta a sentirsi più centrati.” Con la Nazionale, ha proseguito, “bisogna resettare.
In teoria, l’amore per gli Azzurri dovrebbe essere incondizionato, ma diventa complicato anche contro avversari come Irlanda del Nord, Macedonia del Nord o Bosnia. È già successo in passato, ma oggi il sistema dei club è separato dalla Nazionale: il campionato quasi trascura la federazione, non lavorano insieme.
Quando rientro al club, le gambe vanno meglio, le giocate riescono meglio. Barella non giocava così da tempo. Dimarco ha numeri da attaccante di Serie A.” Secondo Adani, la componente emotiva pesa: “Sono ragazzi sensibili, sentono e ci tengono. Hanno sofferto e se lo porteranno dentro.
Ma è una fragilità rispetto alla sfrontatezza che, quando la esprimi in campo, non ti ferma più nessuno. Spesso sentiamo il peso della maglia azzurra.” Le parole di Adani si inseriscono nel dibattito su come riallacciare il rapporto tra club, Lega e federazione per mettere i giocatori nelle condizioni di rendere anche in Azzurro.
Intanto, per gli interisti chiamati in causa, il ritorno al campionato resta il terreno più favorevole per provare a ripartire.
